L’etimologia del guardaroba

Spesso pensiamo alla moda come a qualcosa di effimero, ma le parole che usiamo per descriverla sono fossili linguistici che resistono al tempo. Scavare nell’origine dei nomi dei nostri capi preferiti rivela rotte commerciali, guerre e scambi culturali inaspettati..
IL JEANS:
DA GENOVA AL WEST

Il re del guardaroba casual deve il suo nome a una storpiatura linguistica. Nel XVI secolo, la città di Genova era celebre per la produzione di un fustagno robusto esportato in tutta Europa. Gli inglesi chiamavano questo tessuto Gene o Jene (dalla pronuncia francese di Genova, Gênes). Secoli dopo, quel tessuto blu diventò il “Jeans” che conosciamo.
LA CRAVATTA:
UN OMAGGIO AI MERCENARI

L’accessorio formale per eccellenza nasce da un “fraintendimento” geografico. Nel XVII secolo, i mercenari croati arrivarono alla corte di Luigi XIV indossando dei fazzoletti di stoffa annodati al collo. I francesi, affascinati, iniziarono a chiamarli cravate, che non è altro che la corruzione della parola croate.
IL BIKINI:
UN’ESPLOSIONE ATOMICA

Le parole della moda sanno anche essere brutali. Il nome del costume a due pezzi, lanciato nel 1946 da Louis Réard, deriva dall’atollo di Bikini, nel Pacifico, dove gli Stati Uniti stavano conducendo test nucleari. L’idea? Il costume doveva essere “esplosivo” e avere un impatto culturale devastante tanto quanto la bomba.
IL PIGIAMA:
UN PRESTITO DALL’ORIENTE

Questa parola ci ricorda che la moda è figlia dei viaggi. Deriva dal persiano pāy-jāmeh, dove pāy significa “gamba” e jāmeh significa “indumento”. È arrivato in Europa tramite i coloni britannici in India, che adottarono i pantaloni leggeri usati dalle popolazioni locali per dormire.
Dal bottone più piccolo alla giacca più strutturata, non esiste un solo capo che sia nato dal nulla o per puro caso, dopo questo articolo penso che il tuo viaggio tra le parole della moda sia appena cominciato.
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