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GREENWASHING: UNA GUIDA PRATICA

Negli ultimi anni, è aumentata la consapevolezza dei consumatori dell’impatto dell’industria tessile sul pianeta, determinando un cambiamento nelle abitudini di acquisto. Con l’incremento dell’attenzione e della sensibilità da parte degli acquirenti, nell’ambito della moda eco-sostenibile è emerso il fenomeno del GREENWASHING.
GREENWASHING: LA VERA NATURA
Con l’espressione Greenwashing (“lavaggio verde”) si intende una pratica adottata principalmente da associazioni, enti e aziende che tentano di celare l’impatto negativo delle loro attività sull’ambiente, presentandosi come eco-sostenibili.
Si tratta di una strategia di marketing, poiché la comunicazione che effettuano le aziende coinvolte non è supportata da dati che ne sostengano l’intero processo produttivo.
Il reale motivo che spinge le aziende a optare per una propaganda ingannevole per risultare più “green” risiede negli ingenti costi che comporterebbe una trasformazione a livello produttivo. Risulta infatti più vantaggioso limitarsi a creare campagne di sensibilizzazione, linee con prodotti eco-friendly o naturali, oppure abiti con materiali riciclati e fibre sostenibili. Il greenwashing rappresenta una questione spinosa nel settore della moda. Il fenomeno impatta anche sui consumatori che, spesso, nel tentativo di effettuare acquisti più consapevoli, cadono nella trappola.

TRE CONSIGLI PRATICI PER IDENTIFICARE IL GREENWASHING
- Non farti trarre in inganno dai prodotti “green”: presta attenzione alle etichette ed esamina la composizione del tessuto. Un capo ecosostenibile difficilmente conterrà percentuali di poliestere, nylon o acrilico. Prediligi abiti realizzati con fibre naturali come il cotone biologico, quello riciclato o il lino.
- Effettua ricerche sul brand: spesso il sito web di un marchio funge da “biglietto da visita” e permette di ottenere molte informazioni sui materiali adoperati, su dove avviene la produzione, se il marchio dispone di certificazioni, come vengono distribuiti i capi e quali sono le normative applicabili.
- Verifica la sostenibilità di un brand con Good On You: una piattaforma disponibile in tutto il mondo che valuta in base a rigidi criteri di eco-sostenibilità e attribuisce cinque valutazioni: “Da evitare”, “Non abbastanza buono”, “Un buon inizio”, “Buono” e “Ottimo”. Fondata nel 2015 da Sandra Copponi e Gordon Renouf, Good On You offre con trasparenza dati su condizioni di lavoro, parità di genere, informazioni sulla produzione e sui fornitori, permettendo agli utenti di fare durante lo shopping scelte più consapevoli.
In qualità di consumatore, ricopri un ruolo fondamentale: hai la possibilità di scegliere il tuo prossimo investimento etico e di farlo in modo responsabile, un passo alla volta.
La prossima volta che deciderai effettuare un acquisto, segui questi consigli pratici per assicurarti di selezionare un articolo davvero eco-sostenibile. Essere consumatori consapevoli non significa essere perfetti, ma iniziare ad agire e preferire la trasparenza alle comunicazioni ambigue: ogni piccola azione può fare la differenza.
2 risposte a “GREENWASHING: UNA GUIDA PRATICA”
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Molto interessante, bisognerebbe sensibilizzare la popolazione a queste informazioni, poiché tutto viene celato come ecosostenibile ma in realtà non lo è
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Molto interessante, bisognerebbe sensibilizzare la popolazione a queste informazioni, poiché tutto viene celato come ecosostenibile ma in realtà non lo è
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