Il cambio di stagione: come affrontarlo in modo consapevole

Il cambio di stagione: come affrontarlo in modo consapevole
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C’è sempre un momento, tra la fine dell’inverno e la fine dell’estate, in cui nasce l’esigenza di un cambiamento. Il clima muta, i ritmi accelerano o rallentano e si avverte la necessità di rinnovarsi per adeguarsi al ritmo della nuova stagione. È una transizione che avviene con l’inizio delle “mezze stagioni”: quello spazio di tempo intermedio in cui tutto sembra appena accennato.

Questa pratica, comunemente definita “cambio di stagione”, non è una semplice tecnica di riordino, ma un rituale che sancisce annualmente la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. Nel corso di un’intera stagione, potrebbe capitare di considerare un paio di jeans comodo e funzionale e sei mesi dopo, al contrario, un capo da donare.

Non si tratta solo di gusto personale, quello che cambia davvero è la percezione della realtà. Il capo non è considerato unicamente un oggetto da “tenere perché serve”, ma entra in gioco il fattore scelta, che è a sua volta legato alle emozioni che suscita.

Per trasformare questa nuova consapevolezza in un’azione pratica, ci viene in aiuto una guida diventata un manifesto del vivere consapevole: Il magico potere del riordino di Marie Kondo. Non si tratta solo di un manuale di organizzazione, ma di un metodo giapponese per trasformare gli spazi in cui si vive in base alla propria persona e allo stile di vita che si intende adottare.

Il metodo in cinque semplici passi:

    • L’impegno e l’efficienza nel riordino: la prima fase richiede la completa dedizione di tempo ed energia al processo in modo definitivo poiché uno dei consigli dell’autrice è di separarsi dal superfluo tutto in una volta, in poco tempo, senza tralasciare nulla;

    • L’immagine di uno stile di vita ideale: la seconda fase consiste in una riflessione introspettiva sull’ideale di vita a cui si aspira e su come si intende vivere nella propria casa una volta terminato il processo;

    • L’eliminazione del superfluo prima della riorganizzazione: la terza fase impone di completare la cernita di ogni singola categoria prima di pensare a dove riporre gli oggetti, evitando così di sprecare tempo a organizzare ciò che in realtà andrebbe scartato;

    • Il riordino in base alle categorie: la quarta fase stabilisce di affrontare le categorie partendo dall’abbigliamento e terminando con gli oggetti sentimentali: un percorso studiato per affinare gradualmente la propria sensibilità nel prendere decisioni;

    • L’emozione è il criterio di selezione definitivo: la quinta fase consiste nel prendere in mano ogni singolo oggetto e chiedersi se susciti un brivido di gioia, imparando a circondarsi esclusivamente di ciò che contribuisce positivamente al proprio presente.

       

 

Una scelta etica e consapevole per ridare una nuova vita ai capi

Una volta individuato cosa tenere e cosa lasciare andare, risulta fondamentale non abbandonare i capi nei rifiuti generici, ma adottare soluzioni alternative ecologiche e sostenibili per rimetterli in circolo.

Per la vendita, una valida opzione potrebbero essere i negozi dell’usato come le sedi del franchising Il Mercatino, che consentono di vendere e acquistare abiti in modo semplice, favorendo la crescita sostenibile dell’economia circolare. Negli ultimi anni, anche la rivendita di abiti usati ha subito un processo di digitalizzazione con piattaforme come Vinted, che permettono in modo facile e intuitivo di dare nuova vita ai capi direttamente da casa, tramite un annuncio.

Attraverso la donazione in centri di raccolta etici come Humana People to People e nelle associazioni umanitarie come la Caritas, l’usato diventa una risorsa per progetti sociali e di sviluppo; in alternativa, donare i capi a un parente o a un amico, oppure decidere di organizzare o partecipare a swap party, rappresentano opzioni valide in cui gli oggetti vengono donati e scambiati in un clima più conviviale.

Il momento di agire: inizia ora

Il cambio di stagione, per anni considerato un atto di passaggio da una stagione all’altra, diventa in questo caso qualcosa di diverso: un punto di partenza per ristabilire in modo consapevole cosa dona gioia.

Se l’impresa di riordino sembra ardua, l’ideale sarebbe iniziare da pochi capi, osservarli uno a uno e percepire le emozioni che trasmettono. Il fine ultimo è comprendere cosa dona gioia e imparare ad apprezzare ciò che si ha senza sentire il bisogno di acquistare e accumulare.

Per attuare questa trasformazione, non serve aspettare il momento perfetto: basta fare il primo passo, oggi stesso. Dopotutto, fare spazio nel proprio armadio significa fare spazio alla versione migliore di sé stessi.







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